La riga che è un obiettivo, non un intervallo
Colesterolo totale, HDL e trigliceridi sono riportati accanto a un intervallo. Il colesterolo LDL, di solito, no: è riportato accanto a un obiettivo, e quell’obiettivo dipende dal tuo rischio cardiovascolare più che dal laboratorio che lo ha misurato.
Per questo due persone possono avere lo stesso LDL, una segnalata e l’altra no, senza che nessuno dei due referti sbagli. Chi ha avuto un infarto e chi non ha alcun fattore di rischio vengono confrontati con obiettivi diversi, fissati da un medico e non da uno strumento.
Se il tuo referto stampa un intervallo per l’LDL, leggilo come il valore predefinito del laboratorio, non come il tuo obiettivo. Il numero che ti riguarda viene dalla visita, non dalla pagina.
Il digiuno non è più la regola
Dal 2016 la Società europea di aterosclerosi e la Federazione europea di chimica clinica e medicina di laboratorio raccomandano insieme di misurare i lipidi senza digiuno, di routine.
Il ragionamento sta nell’ampiezza della differenza. Dopo un pasto abituale, le variazioni medie massime sono di circa +26 mg/dL per i trigliceridi, −8 mg/dL per il colesterolo totale e −8 mg/dL per l’LDL, mentre HDL, apolipoproteina B e lipoproteina(a) non si muovono. I valori senza digiuno prevedono il rischio cardiovascolare altrettanto bene.
Il digiuno torna in gioco in un solo caso: quando i trigliceridi senza digiuno superano i 440 mg/dL. Alcuni laboratori lo chiedono ancora, ed è la loro indicazione che vale per il tuo prelievo.
Come si rispondono le righe
I trigliceridi sono la riga più sensibile a quello che hai fatto il giorno prima: un pasto li fa salire, l’alcol anche. Un valore alto isolato su un prelievo senza digiuno è raramente quello che sembra.
L’HDL si muove lentamente e un pasto non lo disturba. È anche la riga in cui si vede il fumo: in uno studio che divideva i partecipanti in base all’intensità del fumo, i forti fumatori avevano colesterolo totale, trigliceridi e LDL più alti, e HDL più basso.
Molti laboratori italiani non misurano l’LDL ma lo calcolano a partire da colesterolo totale, HDL e trigliceridi: sul referto lo trovi come «LDL calcolato». È un numero affidabile nella maggior parte dei casi, ed è per questo che trigliceridi molto alti possono richiedere una misura diretta. Il colesterolo non-HDL, stampato su molti referti, è semplicemente il colesterolo totale meno l’HDL: non è un esame in più.
Cosa non dice un profilo lipidico
Non misura lo stato delle tue arterie. Misura sostanze che, nel corso degli anni, contribuiscono a quello stato. Un profilo isolato è un punto su una curva che diventa informativa solo con più punti.
E non dice nulla del resto del tuo rischio cardiovascolare: pressione, fumo, diabete, familiarità ed età pesano tutti più di una singola riga dei grassi, ed è proprio per questo che l’obiettivo di LDL è personale.