L’elenco che non richiede digiuno
Un emocromo non lo richiede: i conteggi delle cellule non cambiano con un pasto. Gli esami per la tiroide non lo richiedono, perché il TSH segue un ritmo giornaliero e non i pasti, da cui il consiglio utile di preferire il mattino piuttosto che il digiuno. Gli esami del fegato non lo richiedono in circostanze normali, quelli dei reni nemmeno, e l’emoglobina glicata per niente, perché riflette circa tre mesi: una colazione non si vede.
Anche i dosaggi di vitamine e ormoni si fanno di solito senza digiuno, perché per diversi di loro conta più l’ora del pasto.
Questo copre già quasi tutto ciò che compare su una prescrizione di routine.
Il breve elenco che lo richiede ancora
La glicemia a digiuno è il caso netto. È l’esame per cui l’indicazione esiste: la digestione riversa glucosio nel sangue nel giro di pochi minuti, quindi una glicemia a digiuno misurata dopo un pasto misura il pasto.
L’assetto marziale si chiede di solito al mattino e a digiuno, meno per il pasto che perché la sideremia varia durante la giornata e un integratore preso la mattina stessa falsa la misura.
Oltre a questi, una richiesta particolare può avere la sua indicazione, ed è sempre quella da seguire.
Il profilo lipidico ha cambiato campo
Per decenni un dosaggio del colesterolo ha richiesto una notte a digiuno. Dal 2016 la Società europea di aterosclerosi e la Federazione europea di chimica clinica e medicina di laboratorio raccomandano insieme il contrario: misurare i lipidi senza digiuno, come regola.
Il ragionamento sta nella piccolezza delle variazioni. Dopo un pasto abituale, le variazioni medie massime sono di circa +26 mg/dL per i trigliceridi e −8 mg/dL per l’LDL, mentre HDL, apolipoproteina B e lipoproteina(a) non si muovono, e i valori senza digiuno prevedono il rischio cardiovascolare altrettanto bene. Il digiuno torna in gioco in un solo caso: quando i trigliceridi senza digiuno superano i 440 mg/dL.
Alcuni laboratori lo chiedono ancora. Segui l’indicazione che ti hanno dato, che è quella che conta per il tuo prelievo, ma sappi che questa richiesta non è più la regola internazionale.
Perché la confusione resta
Perché l’indicazione vale per l’intera prescrizione, non riga per riga. Una glicemia a digiuno in un foglio di quindici esami rende tutto l’appuntamento «a digiuno», e fa credere che tutti e quindici lo richiedessero.
La versione pratica: leggi l’indicazione del tuo medico o del tuo laboratorio invece di una tabella trovata in rete, compresa questa. E se hai mangiato quando l’indicazione diceva il contrario, dillo allo sportello invece di lasciar fare il prelievo.