La risposta, in una riga
L’acqua è permessa per tutta la durata del digiuno, fino al prelievo, e nessun laboratorio ti chiede di farne a meno. Essere a digiuno significa non mangiare nulla e non bere nulla di diverso dall’acqua. L’acqua è l’eccezione prevista, non uno strappo tollerato.
Vale la pena dirlo chiaramente, perché la confusione è diffusa. In uno studio, 150 persone sono state intervistate al loro arrivo in laboratorio sulla preparazione all’esame: solo il 39 % sapeva definire correttamente il digiuno, e più della metà non aveva ricevuto alcuna indicazione. Se nessuno te lo ha spiegato, sei in maggioranza.
Perché aiuta invece di nuocere
Due ragioni. La prima è pratica: una vena ben idratata è più piena e più facile da trovare, il che rende il prelievo più rapido e riduce il rischio di dover pungere una seconda volta. Le raccomandazioni europee sul prelievo considerano la preparazione del paziente una parte della qualità del campione, non una cortesia.
La seconda riguarda il risultato stesso. Il sangue prelevato a chi è disidratato è un po’ più concentrato, e questo può spingere verso l’alto diversi valori: ematocrito, proteine, a volte il sodio. Bere normalmente evita questa distorsione sul tuo referto. Rinunciare all’acqua per dodici ore per stare più tranquilli produce esattamente l’effetto contrario.
Cosa conta come acqua, e cosa no
L’acqua, naturale o frizzante, a qualsiasi temperatura. L’elenco finisce qui.
Tutto il resto rompe il digiuno, anche ciò che le assomiglia. Acqua aromatizzata, acqua con una fetta di limone, tisane, caffè amaro, bibite senza zucchero e chewing gum introducono tutti qualcosa che il laboratorio non si aspetta. Il caffè amaro è l’errore più frequente, e non è innocuo: in studi controllati, il caffè con caffeina ha peggiorato nettamente la risposta di glicemia e insulina rispetto al decaffeinato o all’acqua.
I farmaci sono un’altra questione. Prendi la tua terapia abituale con l’acqua, salvo indicazione scritta diversa del medico.
Quanta, e quando
Non c’è una quantità da raggiungere. Bevi come al solito, anche uno o due bicchieri la mattina dell’appuntamento. Non si tratta di fare scorta, solo di non arrivare disidratato dopo una notte senza bere.
Un consiglio pratico se tendi a sentirti male durante un prelievo: arrivare ben idratato, e aver cenato la sera prima, rende l’episodio meno probabile. Se ti è già successo, dillo a chi esegue il prelievo prima che cominci.