La creatinina misura i tuoi muscoli quanto i tuoi reni

La creatinina è uno scarto prodotto dai muscoli ed eliminato dai reni. La sua quantità nel sangue dipende quindi da due cose: la capacità dei reni di eliminarla, e la massa muscolare che la produce.

Questa seconda metà spiega risultati altrimenti contraddittori. Un uomo giovane e robusto e una donna anziana e minuta, con la stessa funzione renale, non avranno la stessa creatinina, e quella di una stessa persona si sposta dopo un periodo di allenamento intenso o dopo una perdita di massa muscolare.

È anche il motivo per cui gli intervalli cambiano con il sesso, e per cui una creatinina in alto nel suo intervallo in una persona poco muscolosa merita più attenzione dello stesso numero in una persona molto muscolosa.

L’eGFR è un calcolo, non una misura

La velocità di filtrazione glomerulare stimata, eGFR sul referto, non è stata misurata. È calcolata dalla tua creatinina, dalla tua età e dal tuo sesso con un’equazione (oggi di solito la CKD-EPI), e porta con sé l’incertezza di quell’equazione.

I referti indicano in genere quale equazione è stata usata, e il numero è riferito a una superficie corporea standard invece che alla tua. Conseguenza pratica: l’eGFR è ottimo per seguire una tendenza e pessimo per leggere un decimale isolato.

Due valori di laboratori diversi, o di equazioni diverse, non sono direttamente confrontabili. Uno scalino nella tua curva nel momento in cui cambi laboratorio appartiene al metodo, non ai tuoi reni.

Un valore isolato non è mai una malattia renale cronica

Un eGFR basso una volta è un’osservazione, non una diagnosi. La disidratazione, una malattia recente, uno sforzo intenso e diversi farmaci comuni, tra cui gli antinfiammatori, lo abbassano temporaneamente.

Quello che trasforma un’osservazione in diagnosi è la persistenza. Da qui il controllo dopo un intervallo invece di una decisione immediata, e da qui l’importanza delle urine quanto del sangue: l’albumina nelle urine (la microalbuminuria) porta un’informazione che nessuna riga del sangue porta.

È anche qui che gli intervalli di riferimento ingannano di più. Un intervallo lascia fuori una parte delle persone sane a ogni esame, e l’eGFR scende lentamente nel corso della vita adulta: un eGFR di 85 a settant’anni non è la stessa cosa dello stesso numero a venticinque.

L’azotemia, e il resto del referto

L’azotemia (l’urea nel sangue) sale con la disidratazione, con un’alimentazione ricca di proteine e con un sanguinamento digestivo, non solo con un calo della funzione renale. Si legge accanto alla creatinina invece che da sola, e il rapporto tra le due porta un’informazione che nessuna delle due porta da sola.

Gli elettroliti dello stesso referto descrivono l’equilibrio che i reni mantengono: sodio, potassio, cloro e bicarbonati. Si muovono per molti motivi, tra cui diversi farmaci comuni, e si leggono in gruppo.