Due strade, due prezzi
Con l’impegnativa del medico di famiglia, o di uno specialista, gli esami si fanno con il Servizio sanitario nazionale, in una struttura pubblica o in un laboratorio privato accreditato. In questo caso non paghi il prezzo degli esami ma il ticket, cioè una quota di partecipazione, e se hai diritto a un’esenzione non paghi nulla.
Senza impegnativa, o scegliendo di farli in regime privato, paghi il prezzo che il laboratorio applica, esame per esame o a pacchetto. Gli esami possono essere identici, sullo stesso strumento e nello stesso laboratorio: cambia solo chi paga e quanto.
Il ticket: un tetto per ricetta, non per esame
Per le visite e gli esami specialistici, compresi gli esami di laboratorio, il ticket è pari alla somma delle tariffe degli esami prescritti, fino a un massimo di 36,15 euro per ricetta. Quello che supera questo tetto lo copre il Servizio sanitario.
La conseguenza pratica è la cosa meno nota di tutto il sistema: un pannello di esami prescritto su una sola ricetta, anche lungo, ti costa al massimo 36,15 euro. Gli stessi esami divisi su più ricette possono costare di più, perché ogni ricetta ha il suo tetto.
Una cosa è cambiata e circola ancora in vecchie pagine: la quota fissa aggiuntiva di 10 euro per ricetta, il cosiddetto superticket, è stata abolita dal 1° settembre 2020 dalla legge di bilancio 2020. Alcune regioni applicano comunque regole proprie: l’importo esatto te lo dicono il CUP o lo sportello del laboratorio, sulla base della tua impegnativa.
Chi non paga il ticket
Le esenzioni seguono codici nazionali, riportati sulla tessera sanitaria o sull’impegnativa. Le più comuni riguardano l’età e il reddito (codice E01, per i bambini sotto i 6 anni e gli adulti sopra i 65 anni entro un limite di reddito familiare), la condizione economica (i disoccupati con il codice E02, i titolari di assegno sociale con il codice E03, i titolari di pensione minima sopra i 60 anni con il codice E04) e le malattie croniche o rare, limitatamente agli esami collegati a quella malattia.
Un’esenzione va dichiarata al momento della prescrizione: è il medico che la riporta sull’impegnativa. Se pensi di averne diritto e non compare, chiedilo prima del prelievo, non dopo.
Nel privato: cosa paghi davvero
In un laboratorio privato il prezzo lo decide il laboratorio. Per gli esami semplici è spesso contenuto; per i pacchetti di check-up sale con il numero di righe, ed è il modo più costoso di comprare un prelievo, perché paghi anche gli esami che nessuno ti ha chiesto.
Due consigli pratici. Se il tuo medico ti ha già prescritto quegli esami, ritrova l’impegnativa prima di pagare di tasca tua: finché è valida, la puoi usare. E se scegli il privato, chiedi il prezzo riga per riga prima del prelievo: è il momento in cui puoi ancora rinunciare a quello che non serve.
Resta la domanda che il prezzo non risolve. Un pannello pagato di tasca propria ti restituisce numeri, non una lettura. Senza il motivo clinico che avrebbe giustificato la prescrizione, quei numeri sono più difficili da interpretare, non più facili.
Chiedere il prezzo prima del prelievo
Puoi chiedere un preventivo allo sportello o al CUP prima del prelievo, ed è una richiesta legittima. Fai due domande: quanto pagherò di ticket con questa impegnativa, e quali esami, se ce ne sono, restano fuori. Entrambe le risposte si leggono sulla tua ricetta.
Se la risposta è scomoda, chiedi a chi ha prescritto quali righe sono indispensabili. Capita spesso che un pannello contenga due o tre esami aggiunti per completezza, che possono aspettare.
Dopo il prelievo
Gli esami di routine sono di solito pronti in uno o due giorni lavorativi. Per quelli fatti con il Servizio sanitario, il referto arriva anche nel tuo Fascicolo Sanitario Elettronico, a cui accedi con SPID, CIE o tessera sanitaria. Colture ed esami specialistici richiedono più tempo, per questo alcune righe arrivano separate.
Una volta in mano il referto, leggerlo è una questione diversa dal prezzo del prelievo, ed è lì che interviene il rapporto completo.